Time in Jazz 2012

Time In Jazz 2012
Festival internazionale
Time in Jazz

XXV edizione:
"Fuoco"

Berchidda (Prov. Olbia-Tempio) e Comuni limitrofi
09 > 16 agosto 2012
con la direzione artistica di
Paolo Fresu
 
 
 
 
Nel segno del fuoco la venticinquesima edizione
del festival Time in Jazz
in programma dal 9 al 16 agosto a Berchidda (e altri centri del nord Sardegna).
Bill Frisell, Omar Sosa, Trilok Gurtu, Maria Pia De Vito, Antonello Salis,
Daniele Sepe, Paolo Angeli
fra i protagonisti del festival diretto da Paolo Fresu.
 
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Avrà un significato particolare l'appuntamento di questa estate con Time in Jazz: dal 9 al 16 agosto, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nella sua Berchidda (prov. Olbia-Tempio), per l'organizzazione dell'associazione culturale Time in Jazz, festeggia infatti la sua venticinquesima edizione. Un traguardo significativo per una manifestazione nata quasi per scommessa nel lontano 1988 e cresciuta, anno dopo anno, fino a diventare uno dei momenti più attesi dell'estate festivaliera.
 
Cinque lustri di Time in Jazz, dunque, da salutare in una settimana di musica (e non solo) tutta da seguire tra Berchidda e gli altri centri del nord Sardegna coinvolti in questa edizione: Budoni, Codrongianos, Ittireddu, Mores, Olbia, Oschiri, Ozieri, Pattada, San Pantaleo, Telti, Tempio Pausania, Tula. Una settimana carica di musica, dal mattino alla notte, in luoghi e spazi sempre diversi: la piazza centrale di Berchidda, teatro dei concerti serali, ma anche boschi e chiesette, siti di particolare significato storico o naturalistico, o rappresentativi del tessuto socio-culturale locale.
 
 
Il venticinquesimo Time in Jazz completa anche il ciclo quadriennale che il festival ha voluto dedicare ai quattro elementi primari: così, dopo Acqua, Aria e Terra, questa edizione si annuncia all'insegna del Fuoco, leitmotiv di un cartellone in cui oltre alla musica, come sempre, ci sarà spazio anche per le arti visive, il cinema, la danza e varie iniziative di sensibilizzazione ambientale.
 
E dopo la settimana berchiddese, la musica continua con l'ormai immancabile  Time in Sassari, il prolungamento di Time in Jazz, quest'anno alla sua sesta edizione, in programma a Sassari, ma con tappe anche a Cheremule, Osilo e Sorso, il 17 e il 18 agosto.
 
E' come sempre un cartellone ricco e variegato, dunque, quello proposto da Time in Jazz grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo), della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, e Assessorato del Turismo), della Fondazione Banco di Sardegna, del Comune di Berchidda, dell'Unione Europea, della Provincia di Olbia-Tempio, della Provincia di Sassari, della Comunità Montana del Monte Acuto e dei Comuni di  Budoni, Cheremule, Codrongianos, Ittireddu, Mores, Olbia, Oschiri, Osilo, Ozieri, Pattada, San Pantaleo, Sassari, Sorso, Telti, Tempio Pausania, Tula con la partecipazione dell'Ente Foreste della Sardegna, del Banco di Sardegna, della Geasar, dell'Ente Musicale di Nuoro, di I-Jazz, NuBeS, Carovana smi, e con il contributo e la collaborazione di AIPSA Edizioni, Allianz Lloyd Adriatico, ARPER, Auto Oggi, Azienda vinicola Castello Monte Acuto, Bar K2, Campeggio Tancaré, Caffetteria della Piazza, Carta Giovani, Clarin Italia, Distilleria Lucrezio R, Dolci Tradizioni, FAB Autoservizi, Farmacia Mazzocchi, Friends Bar, Ilisso, Il Maestrale, Il Menù di Elia Saba, Jazz Pub, Koiné, La Fumosa Vivaistica, MAX 88, Meridiana, Museo del Vino, Novamont, Nuova Casearia, Pensieri Floreali, Pianezzi Francesco S.n.c., Pincar, Rau Arte Dolciaria, Ristorante Saccargia, Royal pizzeria, RR Orafi, Sardatransport, Sardinia Ferries, Secauto, Su Senabrinu, 2P Market.
 
 
  • Si salpa giovedì 9 agosto
Ancora un volta il festival salpa le ancore (giovedì 9 agosto) con la "concertazione navale" a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio dal "continente" alla Sardegna: un evento reso possibile per il settimo anno consecutivo grazie alla collaborazione della Compagnia delle navi gialle. Ad accompagnare in musica la traversata del Tirreno, da Livorno (partenza ore 13) al porto sardo di Golfo Aranci (arrivo ore 19.45), stavolta è la Funky Jazz Orkestra, nuovissima formazione berchiddese diretta dal trombettista Antonio Meloni, con un repertorio che varia dallo swing al blues, al funky, passando attraverso originali arrangiamenti di colonne sonore e di brani di musica leggera.
 
Il primo appuntamento del festival in terra ferma, invece, è alle 21:30 a Ozieri: protagonista solitaria, in piazza San Francesco, Anja Lechner, l'eclettica violoncellista tedesca capace di spaziare dai campi della musica classica a quelli dell'improvvisazione, come dimostra il suo bagaglio di collaborazioni con musicisti di diversi ambiti operativi come Vassilis Tasbropoulos, Dino Saluzzi, François Cuturier e Maria Pia De Vito.
 
La seconda giornata - venerdì 10 agosto - si apre con un evento che mancava da un paio d'anni dal cartellone di Time in Jazz: il concerto all'alba sul Monte Limbara. Il compito di salutare il sole che sorge (ore 5:45, località S'Eritti) spetterà a un altro musicista dalle solide basi classiche ma votato al jazz: il giovanissimo (appena ventunenne) pianista  Enrico Zanisi
 
 
Dai graniti del Limbara a quelli di San Pantaleo, "new entry" nel circuito del festival: a mezzogiorno Time in Jazz fa tappa nel paese a una ventina di chilometri da Olbia per dar fuoco ai fornelli del Food Sound System, spettacolo multimediale del "gastrofilosofo" Donpasta (al secolo Daniele di Michele), con Raffaele Casarano (sax, elettronica) e Marco Bardoscia (basso, effetti), in cui si mescolano cucina, musica, racconto popolare e immagini.  
 
In serata, alle 21, la bellissima basilica romanica di Saccargia, nei pressi di Codrongianos, fa invece da cornice a "Lingue di fuoco", concerto/spettacolo della vocalist-performer Monica Demuru e del percussionista Cristiano Calcagnile, ovvero il Blastula – Scarno duo, qui ampliato dalla presenza del chitarrista Gabrio Baldacci: un percorso attraverso le canzoni di grandi interpreti femminili dalle voci straordinarie, da Bessie Smith a Elis Regina, da Joni Mitchell, a Bjork e a Maria Carta, da Cassandra Wilson a Patty Smith.
 
 
 
 
Dall'incontro-scontro fra tradizione popolare e avanguardia extra-colta nasce la "chitarra sarda preparata", lo strumento-simbolo di Paolo Angeli, protagonista del solo che apre il palinsesto dell'11 agosto (ore 11) nel suggestivo contesto del santuario di Madonna di Castro, nella campagna di Oschiri: uno strumento orchestra a 18 corde - un ibrido tra chitarra baritono, violoncello ebatteria - dotato di martelletti, pedaliere, eliche a passo variabile, con cui il musicista sardo di Palau rielabora, improvvisa e compone una musica inclassificabile, sospesa tra free jazz, folk noise e pop minimale.
 
Il pomeriggio dell'11 (ore 18) ritorna in scena la Funky Jazz Orkestra, attesa a Pattada nella chiesa di San Giovanni. Poi, in serata, Time in Jazz approda finalmente a Berchidda per un doppio appuntamento al Laber, ovvero l'ex-caseificio in fase di riconversione in centro di produzione per lo spettacolo, gestito dall'associazione culturale Time in Jazz.
 
 Alle 21:30 riflettori puntati sul quintetto di Ettore Fioravanti  (Marcello Allulli al sax, Marco Bonini alle chitarre, Enrico Zanisi al pianoforte e Fancesco Ponticelli al contrabbasso) alle prese con il repertorio di "Le vie del pane e del fuoco", il nono disco firmato dal batterista romano. Fioravanti è anche uno dei docenti storici del Seminario Nuoro Jazz, una delle iniziative più accreditate nel panorama della didattica jazzistica. E proprio dai corsi che si tengono ogni estate dal 1989 nel capoluogo barbaricino nasce Six in the city, il sestetto composto dai migliori allievi della scorsa edizione (Elena Urru: voce; Elias Lapia: sax; Giovanni Scotta: piano; Simone Albanese: chitarra; Sabrina Damiani: contrabbasso; Edoardo Luparello: batteria), cui spetta il compito di chiudere la serata.
 
La quarta giornata del festival - domenica 12 agosto – porta per la prima volta Time in Jazz a Budoni, centro costiero a 35 chilometri da Olbia, per il piano solo (alle 11 nella pineta di Sant'Anna) diuno dei protagonisti della scena jazz polacca, Marcin Wasilewski.
Nel pomeriggio (ore 18), il vulcano spento vicino a Ittireddu è l'inconsueto scenario del concerto di Maria Pia De Vito e Patrice Heral: un felice e duraturo incontro artistico quello fra la cantante napoletana e il percussionista francese, ben testimoniato, già una decina d'anni fa, dalle tracce dell'album "Tumulti".
 
  • Dal 12 sera i concerti in piazza del Popolo
In serata, alle 21:30 si accendono per la prima volta i riflettori sul grande palco in piazza del Popolo, a Berchidda, per illuminare uno dei nomi di punta di questa edizione di Time in Jazz: Bill Frisell. Alla testa di un quartetto con Greg Leisz alla steel guitar e al mandolino, Tony Scherr al basso e Kenny Wollesen alla batteria, il chitarrista di Baltimora presenta il materiale del suo ultimo album,"All We Are Saying", un riuscito tributo a John Lennon attraverso una personale rilettura di brani come "Across the Universe", "In My Life" "Revolution", "Come Together,"Give Peace a Chance" e, naturalmente, "Imagine".
 
A mezzanotte, altri suoni e atmosfere in piazza Funtana Inzas con la banda del paese, la "Bernardo De Muro", diretta da Luciano Demuru. Al Centro Laber partono invece i dopo-concerto a base di dj set e musica dal vivo: Selezionate attraverso il secondo concorso "Time Out!", appositamente bandito lo scorso gennaio, le quattro formazioni sarde si avvicenderanno in altrettante serate sul palco allestito al Centro Laber, la struttura industriale dismessa (l'ex-caseificio la Berchiddese) e riconvertita in centro di produzione per le arti e lo spettacolo. Ad aprire le danze, la sera del 12 agosto, dopo i concerti serali, sarà la miscela di swing, canzone d'autore e jazz manouche proposta dai cagliaritani L'Armeria dei Briganti; il 13 spazio ai Rodeo Clown, collaudata band sassarese punk/rock/surf, sulle scene dal 1996 e con ben nove album all'attivo; da Sassari, la sera dopo, arrivano anche i Ludus in Krapula col loro carico di sonorità ska, rocksteady e 2tone; a seguire, fuori concorso, l'esibizione della band berchiddese Utopia con un tributo ai 25 anni del festival, mentre per il dopofestival della sera di ferragosto sarà il turno del King Howl Quartet, una formazione che interpreta il blues incorporando gli stili dello stoner rock, del funk, dell’hardcore punk, della psichedelia. Dopo le esibizioni dal vivo, la musica al jazz club continuerà ogni notte fino a tarda ora con un diverso dj set; di scena quattro nuovi talenti della console, anche loro scelti tramite una selezione ad hoc, la "DJ Laber competition" che si è tenuta lo scorso maggio. Il 12 agosto tiene banco l'enfant du pays DJ LOST, seguito dai compaesani MOOD e Tiefereth, in pista rispettivamente il 13 e il 14 ; mentre la sera del 15 chiude i giochi Dj Renton.
 
 
 Epicentro del festival, piazza del Popolo ospiterà ogni sera un doppio set. Lunedì 13 apre (ore 21:30) il trio del giovane pianista armeno (classe 1987) Tigran, con Sylvain Romano al basso e Jeff Ballard alla batteria. A seguire (ore 23 circa), il quartetto di Arild Andersen: figura di primo piano sulla scena jazzistica europea fin dai primi anni Settanta, quando suonava (dal 1967al 1973) nel quartetto di Jan Garbarek, il contrabbassista norvegese si propone a Berchidda con un quintetto internazionale composto dal sassofonista scozzese Tommy Smith, dal pianista polacco Marcin Wasilewski, dal francese Patrice Heral alla batteria e da Paolo Fresu alla tromba.
 
Suoni e suggestioni visive in apertura di serata, martedì 14, con il "Roden Crater Project" di Maria Pia De Vito, un concerto ispirato all'omonimo "land-formed work" di James Turrell, una grandiosa opera allestita all'interno del cono di un vulcano estinto nel Painted Desert dell'Arizona, alla quale l'artista americano sta lavorando da più di trent'anni. Con la cantante napoletana, un organico che accanto a Huw Warren (piano), Maurizio Giri (digital design, laptop), Anja Lechner (violoncello), Michele Rabbia (percussion, digital design) e Eivind Aarset (chitarre, elettronica) vede in azione il video-artista Carmine Masiello aka Vj Klein.
 
Tre voci musicali uniche e differenti insieme per un trio speciale che combina elementi musicali tradizionali e moderni, provenienti da India, Italia e Cuba: si presenta così il set che chiude la serata del 14. Protagonista un trio di musicisti accomunati dalla stessa predilezione a espandere i confini musicali e esplorare nuove culture: Paolo Fresu (tromba e flicorno), il pianista cubano Omar Sosa e il percussionista indiano Trilok Gurtu, ognuno impegnato a portare in dote al concerto un proprio brano scritto ad hoc sul tema del fuoco.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La sera di ferragosto, l'ultima in piazza del Popolo, per consuetudine è a due facce. Si comincia (sempre alle 21:30) con il "Giornale di bordo", frutto dell'incontro fra tre musicisti sardi, il pianista e fisarmonicista Antonello Salis, il chitarrista Paolo Angeli, e il sassofonista Gavino Murgia, con il batterista americano Hamid Drake: un progetto nato in occasione dell'European Jazz Expo di Cagliari nel 2008 e poi fissato sulle tracce dell'omonimo disco pubblicato dalla S'Ardmusic.
 
Liberata la piazza da sedie e transenne, e aperta al pubblico non pagante, la seconda parte della serata, invece, è tradizionalmente dedicata alla festa finale: sul palco quest'anno sale Daniele Sepe con la sua Vesuvian Magmatic Orchestra, un nome che evoca il calderone di suoni e culture da sempre proprio della musica partenopea. Insieme al sassofonista napoletano, la cantante Floriana Cangiano, Flori N Barbu alla chitarra acustica, Marzouk Mejiri alle percussioni, Franco Giacoia alla chitarra elettrica, Tommy De Paola alle tastiere, Salvatore Brancaccio al basso e Daniele Chiantese alla batteria.
 
 
  • Gli altri concerti
Come sempre molti dei protagonisti delle serate in piazza del Popolo saranno al centro anche dei concerti del mattino e pomeridiani in programma nei dintorni di Berchidda e delle altre località toccate dal festival.
Reduce dall'esibizione della sera prima a Berchidda, Bill Frisell è atteso la mattina del 13 agosto (ore 11) a Telti, nello spazio dell'Ex-arsenale militare, stavolta in duo con il batterista Kenny Wollesen.
 
 
 
Curraggia è la collina alle porte di Tempio Pausania dove, nel luglio del 1983, un terribile incendio doloso uccise nove persone fra quanti tentavano di domarlo. Qui alle 18, nel ricordo di quellatragica vicenda, Time in Jazz ambienta quella che si candida a essere una delle pagine più intense del festival: "Il salto, la lingua, la mano", musiche di Paolo Fresu e Trilok Gurtu con letture scelte affidate all'attore Alessandro Haber Per non dimenticare un passato che non deve ritornare.
 
 
 
 
 Due piano solo caratterizzano la giornata di martedì 14: a Mores, alle 11, è di scena Tigran, nella Chiesa di Santa Lucia; a Tula, nel pomeriggio (ore 18), è la volta invece di Antonello Salis nel Parco eolico "Sa Turrina manna".
 
 
 
 
 
 La mattina di Ferragosto il festival fa base come ogni anno nei pressi della chiesetta di San Michele, nella campagna fuori Berchidda. A precedere l'immancabile pranzo a base di piatti tipici della cucina locale, Paolo Fresu e Omar Sosa proporranno il repertorio di "Alma", il cd pubblicato a metà febbraio dalla Tuk Music, la casa discografica fondata dallo stesso Fresu: un disco lirico edenso di emozioni con la sua riuscita miscela di jazz, musica cubana, Africa e world.
Poi, nel pomeriggio (ore 18), nella vicina chiesa di Santa Caterina, immancabile appuntamento con la Gara di poesia improvvisata, quest'anno da giocarsi, ovviamente, sul tema del Fuoco.
La giornata del 16 agosto si apre al Museo del Vino di Berchidda con un aperitivo in musica, che intorno a mezzogiorno, subito dopo le presentazioni editoriali, vedrà protagonista il Mudras 4tet, formazione in cui si riconoscono volti noti della scena jazzistica sarda: il trombettista Giovanni Sanna Passino, il pianista  Mariano Tedde, il contrabbassista Salvatore Maltana e Massimo Russino alla batteria.
 
Infine, nel pomeriggio (alle 20), appuntamento a Olbia all' Aeroporto Costa Smeralda  con la Funky Jazz Orkestra, per un simbolico “Arrivederci” in terra sarda, al prossimo Time in Jazz. 
 
  •  Green Jazz
Nel segno del Fuoco, dunque, si chiude idealmente il ciclo dedicato ai quattro elementi primari, che ha visto Time in Jazz rinnovare il suo impegno a favore dell'ambiente attraverso Green Jazz, un progetto di sensibilizzazione che dà voce ai temi del risparmio energetico, dell'uso delle energie alternative, della differenziazione dei rifiuti, dell'abbattimento delle emissioni di CO2, mirando inparticolare a ridurre l'impatto del festival sul territorio.
 
La coscienza ambientale di Time in Jazz muove i primi passi a partire da originali progetti come i concerti nei boschi del Limbara e nelle chiesette campestri, che hanno stimolato una maggiore consapevolezza sui temi dell'ambiente e della sostenibilità, portando, anche grazie al supporto di partner e sponsor locali, alla realizzazione di iniziative volte a tutelare un patrimonio naturale e culturale di inestimabile valore.
 
Green Jazz sarà presente anche in questa edizione del festival con stand, videoproiezioni, campagne di sensibilizzazione ambientale. Sarà dedicata ai temi ambientali, e in particolare all'elemento Fuoco, anche la conferenza che si terrà il 15 agosto alle 11 presso la chiesetta di San Michele, nelle campagne di Berchidda (subito prima del concerto di Paolo Fresu e Omar Sosa): un'importante occasione per informare e stimolare il grande pubblico a una riflessione più profonda sul delicato equilibrio che lega l'essere umano alla natura.
 
 
Sempre nel segno del fuoco torna anche l'appuntamento con il P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, che da anni affianca la parte musicale di Time in Jazz, aprendo una finestra sull'arte contemporanea nazionale ed internazionale con un'ampia proposta di iniziative. Il programma completo è ancora in via di definizione, ma anche per questa edizione si prevede un cartellone ricco di performance, mostre ed eventi espositivi. Accanto alla consueta Rassegna internazionale di arti visive, dedicata alle nuove sperimentazioni contemporanee nazionali e internazionali e alla videoarte, saranno presenti le installazioni e le performance del progetto "Lavori in corso", allestiti nel paese e nel territorio circostante, mentresarà al solito incentrata sui giovani talenti emergenti la collettiva BabelFish.
Come d'abitudine, alcuni degli artisti che parteciperanno alle mostre saranno presenti anche in "Arte tra le note", scenografie d'artista realizzate appositamente per i concerti serali del Festival che si svolgono sul palco di piazza del Popolo.
Spazio anche per la fotografia con tre diverse mostre. Ventiquattro + 1 raccoglie una selezione degli scatti realizzati dagli spettatori nel corso del tempo: una foto per ogni edizione del festival, a comporre una sorta di album collettivo di cinque lustri di Time in Jazz da "sfogliare" girando per le strade di Berchidda. Tutta incentrata sulla scorsa edizione, invece, la mostra di Massimo Schuster allestita in Casa Sanna, mentre "L'Italia del jazz" riunisce per immagini i festival di I-Jazz, l'associazione nazionale in cui si riconoscono alcune delle più conosciute e seguite rassegne nazionali.
Visitabile in permanenza, infine, il progetto stabile Semida, il Museo di arte ambientale nato nello splendido scenario del Demanio Forestale del Monte Limbara in collaborazione con il Comune di Berchidda e l'Ente Foreste Sardegna, in cui sono esposte opere di Clara Bonfiglio, Giovanni Campus, Bruno Petretto, Pinuccio Sciola e Monica Solinas.
 
  • Altri eventi
Al programma musicale del festival si affianca anche la consueta rassegna di film e documentari curata dal regista Gianfranco Cabiddu, anch'essa incentrata sul tema portante del Fuoco. Fiore all'occhiello della programmazione sarà l'omaggio al grande regista Vittorio De Seta, recentemente scomparso: in linea con il fil rouge che percorre tutto il festival, sarà proiettato il suo documentario del 1954 "Isole di Fuoco", ambientato nelle isole Eolie e premiato al Festival di Cannes del 1955. Si renderà omaggio anche al film muto con "La Divina Commedia. Inferno", pellicola del primo decennio del Novecento, nella versione recentemente restaurata dalla Cineteca di Bologna e sonorizzata in maniera suggestiva da Edison Studio.
Si spazierà poi tra i documentari d'autore sui fondali vulcanici di Panarea e sull'incendio del cinema Statuto di Torino, fino ad arrivare alla video-arte con il documentario sull'installazione artistica "Scultura di fuoco" di Paolo Buggiani.
Non solo musica, dunque, a Berchidda; come di consueto sarà dedicato ampio spazio anche alle presentazioni editoriali: dal 12 al 15 agosto (alle 12) gli autori Vindice Lecis, Claudio Loi, Giulio Angioni, e la casa editrice Papiros incontreranno il pubblico del festival in alcuni caffè al centro del paese per illustrare le loro pubblicazioni più recenti. Al Museo del Vino inoltre, la mattina del 16 agosto (sempre alle 12), sarà dedicata alla presentazione di due lavori che illustrano il tour dei "50! anni suonati", intrapreso lo scorso anno da Paolo Fresu, con 50 concerti in 50 diversi luoghi della Sardegna insieme ad artisti provenienti da tutto il mondo: si parte con il libro “In Sardegna. Un viaggio musicale” (uscito per Feltrinelli lo scorso giugno) in cui Paolo Fresu racconta, come in un diario di bordo, emozioni, luoghi e personaggi incontrati durante l'impresa; gli stessi che si ritrovano anche nel diario per immagini (corredato da DVD) del fotografo Gianfranco Mura “Paolo Fresu, 50 suonati”, in uscita a luglio per la casa editrice Ilisso.
 
Dopo il successo delle scorse edizioni, ritorna anche Flavio Soriga, con "Il cuore dei jazzisti' - Cronistoria giornaliera semidelirante del Festival e dei suoi dintorni", un vero e proprio "diario di bordo", in cui ogni sera, fra un set e l'altro, lo scrittore sardo racconterà, dal palco di Piazza del Popolo, fatti, personaggi e curiosità del festival dal suo arguto punto di vista.
Spazio anche per la danza contemporanea, con "La Danza in luce", laboratori di improvvisazione e composizione curati dalla coreografa Ornella D'Agostino, che già da tre anni, in collaborazione con l'associazione Carovana S.m.i., ha intrapreso con Time in Jazz un percorso di ricerca dedicato all'interazione tra il corpo e gli elementi naturali. Il programma comprende 2 laboratori che si svolgeranno dal 10 al 15 agosto: il primo, rivolto ad artisti che abbiano già esperienza performativa, è finalizzato alla produzione di performance e installazioni sul tema "fuoco" da presentarsi durante il festival. Il secondo è rivolto invece a chi fosse interessato a esplorare creativamente il tema del festival. Le domande d'iscrizione, corredate da una lettera motivazionale e da un curriculum vitae, possono essere presentate fino al 20 luglio, presso le sedi dell'associazione Time in Jazz di Berchidda e dell'associazione Carovana S.m.i. di Cagliari. (Per maggiori informazioni: Carovana S.M.I. tel. Fax 070684810/cell.3393537727/ email: carovana@tiscali.it).
 
 
  • La musica continua con Time in Sassari
Calato il sipario su Berchidda, il 17 e il 18 agosto si rinnova anche l'appuntamento con Time in Sassari, la consueta appendice di Time in Jazz, che quest'anno, giunta alla sua sesta edizione, farà tappa anche a Cheremule, Osilo e Sorso.
Sassari sarà come sempre il centro della manifestazione, con due concerti in piazza Tola: nel primo, venerdì 17 (ore 21.00), terrà banco la vulcanica Vesuvian Magmatic Orchestra di Daniele Sepe, reduce dalla sua esibizione a Berchidda per la festa finale.
Già protagonisti a Berchidda la stessa sera di Ferragosto, sabato 18 tornano invece al centro dei riflettori il piano e la fisarmonica di Antonello Salis, il sax di Gavino Murgia, la chitarra di Paolo Angelie le percussioni di Hamid Drake, riuniti sotto l'insegna di "Giornale di bordo".
 
Tre tappe fuori città per Time in Sassari: la prima, nel pomeriggio del 17 (ore 18) al Lavatoio comunale di  Sorso, vedrà ancora in scena Antonello Salis e Paolo Angeli stavolta in duo: separati anagraficamente da vent'anni di età, i due musicisti sardi hanno alle spalle una lunga collaborazione che si riflette nella grande capacità di dialogo e nell'assoluta libertà d'improvvisazione, con sonorità che in questo progetto spaziano dal free jazz ai Beatles, dal folk della Sardegna alle citazioni di Ennio Morricone.
Sabato 18, invece, la giornata si apre a Osilo, a Sa Funtanedda (ore 11), con il duo "MirraDrake", formato dall'americano Hamid Drake alla batteria e da Pasquale Mirra al vibrafono: un incontro musicale all'insegna dell'interscambio e dell'alchimia compositiva, un viaggio sonoro tra melodie sospese, a tratti ipnotiche, che uniscono le pulsazioni dei tamburi con l'eclettismo del vibrafono.
La terza tappa "extra moenia", sempre sabato ma nel tardo pomeriggio (ore 18), è infine nell'area archeologica di Museddu, nei pressi di Cheremule: protagonista di nuovo Daniele Sepe, ma stavolta in trio.
 
Per aggiornamenti e altre informazioni: www.timeinjazz.it.
 
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