Sant'Avendrace

Anche se formalmente non fa parte dei quartieri storici di Cagliari, perché fino alla Prima Guerra Mondiale era il primo borgo che si incontrava uscendo dalla città, Sant'Avendrace è sicuramente sede di una parte importante della memoria storica cittadina.

Il quartiere sorge infatti in un'area popolata già in epoca romana e ha avuto origine da un borgo in cui, nel XIII secolo, si insediarono i superstiti alla distruzione da parte dei Pisani dell'antica capitale giudicale Santa Igia.

Nel quartiere di Sant'Avendrace per secoli hanno abitato, sulle rive dello stagno di Santa Gilla, le famiglie di coloro che avevano fatto della pesca nello specchio d’acqua la loro fonte di sostentamento. La pesca del muggine (cefalo), delle arselle (vongole) e degli altri mitili e crostacei che un tempo abbondavano in quelle acque era l'attività che permetteva il sostentamento delle povere famiglie autoctone di Sant’Arènnera (il nome in sardo di Sant’Avendrace). Se la pesca più pregiata era appannaggio dei pescatori che abitavano alla Marina, quelli che erano proprietari delle imbarcazioni da altura o che lavoravano a bordo, a Sant’Avendrace invece vivevano i pescatori più poveri, quelli che utilizzavano piccole imbarcazioni da laguna o che si immergevano nelle acque basse per raccogliere i mitili con le mani.

Il quartiere di Sant'Avendrace deve il suo nome a un santo vissuto nel I secolo, quinto vescovo di Cagliari, il cui martirio sarebbe avvenuto proprio dove sorge la parrocchiale a lui dedicata. Questa chiesa è stata edificata su un antico ipogeo ancora visitabile.

Oggi rimane comunque poco del vecchio quartiere: sono state infatti da poco demolite le ultime vecchie casupole dei pescatori addossate al colle di Tuvixeddu, ai piedi del quale si sviluppa Sant'Avendrace; oggi il quartiere è caratterizzato da una elevata densità abitativa, dalla presenza di palazzi alti e moderni, da un intenso traffico e da numerose attività commerciali. Il sabato mattina, presso il piazzale del palazzo della UIL (angolo tra via Po e viale Elmas) si svolge il mercatino “La terra e la piazza”, con la vendita diretta di prodotti agricoli (anche biologici) da parte dei coltivatori campidanesi.

Particolare la visita alle strade sulla destra subito prima di arrivare in piazza Sant’Avendrace, caratterizzate dalla presenza di molte piccole casette popolari con giardino che fanno dimenticare di essere in una città, in una atmosfera quasi paesana.

Tra i motivi di interesse storico-archeologico del quartiere di Sant'Avendrace ricordiamo la Grotta della Vipera: si tratta di un sepolcro gentilizio costruito su una grotta preesistente, così chiamato per via del fregio sull'architrave raffigurante due serpenti, che fu dedicato dal romano Lucio Cassio Filippo alla moglie Atilia Pomptilla, morta tra la fine del I ed il II secolo d. C.; è uno dei più importanti monumenti di epoca romana all'interno della città di Cagliari.

Per quanto riguarda il tempo libero, invece, è caldamente consigliata una tappa alla trattoria "Da Balena": per gustare una cucina semplice e genuina a base di pesce freschissimo e per scoprire un’oasi di veracità, forse l'ultima, nel quartiere di Sant'Avendrace.